domenica 22 novembre 2009

Nella raccolta differenziata, Salerno prima in Italia



La nostra città sta diventando sempre più,una realtà nuova.



La raccolta differenziata, ci ha portato  ai primi posti in Italia.

De Luca:

la nostra città rappresenta un esempio virtuoso per l'Italia intera tale da incoraggiare gli sforzi anche di altre amministrazioni impegnate in questo difficile compito

A quanto pare è ufficiale: Il Comune di Salerno ha ricevuto la comunicazione ufficiale dei dati per la raccolta differenziata nel mese di Ottobre 2009.La raccolta differenziata nel capoluogo ha raggiunto la percentuale del 74,16 per cento al di sopra della stima del 72 per cento che collocava gia' Salerno al primo posto tra i capoluoghi d'Italia per tale servizio. Il primato di Salerno, dunque, si rafforza confermando l'eccellente lavoro svolto dalla Civica Amministrazione insieme ai cittadini e le imprese.

''E' un risultato straordinario - commenta il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca - che supera anche le nostre aspettative e testimonia l'efficacia del piano industriale, l'impegno dei lavoratori, la collaborazione di cittadini ed imprese. Il primato tra i capoluoghi per la raccolta differenziata e' importante per la salvaguardia dell'ambiente, per la qualita' della vita dei cittadini, per l'attrazione stessa del territorio. Questa capacita' amministrativa ed operativa e', infatti, un'importante credenziale sia in termini di accoglienza turistica sia per ulteriori investitori economici interessanti ad insediarsi in loco. La nostra comunita' rappresenta un esempio virtuoso per l'Italia intera tale da incoraggiare gli sforzi anche di altre amministrazioni impegnate in questo difficile compito''.

il sito di trasferenza e le due isole ecologiche di Fratte ed Arechi dove oltre 20mila famiglie depositano i rifiuti ingombranti, sono parti di questa realtà che ci inorgoglisce.

Ora al mio avviso, dovremmo essere tutti uniti a mantenere il risultato acquisito e a puntare sempre più in alto.

Non lasciando che pochi “ Cafoni”, come ama dire il Sindaco De Luca, distruggano quello che è stato creato

Orsù, cittadini un po’ di senso civico in più, cercando d’ incuccarlo anche a chi ne è privo, per fare della nostra Salerno la nostra casa pulita e accogliente.


sabato 21 novembre 2009

IL GIARDINO INCANTATO


Si accendono le luci d’artista anche in questo 2009 e Salerno si trasforma in un giardino incan­tato, tra fate, draghi, unicorni, maghi e fenici. L’evento mediati­co, preparato ed atteso da oltre tre mesi, è andato in scena,incantando tutti, adulti e bambini. Le splendide opere d'arte luminose sono allestite nelle piazze e nelle strade di tutto il capoluogo. Una vera e propria esposizione, anche questa edizione, richiamera' in citta' decine di migliaia di persone impegnate ad ammirare i capolavori di luce nati dalla fantasia degli artisti coinvolti. L'iniziativa “Luci d'Artista” del Comune di Salerno, giunta quest'anno alla sua quarta edizione, nasce dalla collaborazione con il Comune di Torino, dove da oltre 10 anni le opere d'arte luminose sono un'importante attrazione turistica e commerciale.
Questa meravigliosa avventura, ha portato fino ad oggi migliaia di visitatori in città con un’ importante ricaduta socio-economica per la splendida cittadina campana.

UN PO' DI STORIA...


Salerno nata come colonia greca di origine pelagica ebbe in Salernum il suo antico nome, che sembri derivare da " Salum " (mare) da una parte ed " Irnum " dall'altra.Sin dall'epoca romana, è sempre stata situata nella zona in cui attualmente si trova il suo centro più antico. Quando Annibale fu in Italia, il popolo Salernitano si schierò con il popolo di Roma, combattendo la seconda guerra Punica(216 a.C.). Dal questo momento in poi ebbe iniziò la fortuna della città di Salernum, che divenne colonia romana ottenendo il privilegio di battere monete. Durante il tempo delle invasioni barbariche, Salerno non fu mai distrutta, neanche quando fu occupata dai Longobardi nel 644.Nel 786. principe longobardo, Arechi II, trasferì la sede del ducato di Benevento a Salerno, per sfuggire all'offensiva di Carlo Magno e garantirsi il controllo di una vasta zona strategica al centro delle comunicazioni fra vie costiere ed interne della Campania. Con Arechi II la città conobbe un periodo di grande splendore, diventando il centro di studi con la celebre "Scuola Medica Salernitana"; il principe fece fortificare la città già dotata del castello sul colle Bonadies, con mura e torri guardia.Salerno fu spesso presa di mira dai Saraceni, che non riuscirono mai ad impossessarsi della città. Ai Longobardi seguirono i Normanni con la comparsa di Roberto il Guiscardo. In questo periodo vennero edificati la reggia (Castel Terracena), il Duomo e si diede grande impulso alla scienza portando la Scuola Medica Salernitana al suo più alto splendore. La città conobbe un periodo di decadenza alla fine del XII secolo, con l'avvento degli Svevi: Arrigo VI distrusse la città, e Federico II perseguitando i cittadini annientò fiorenti centri; suo figlio Manfredi con l'aiuto di Giovanni Da Procida, mise riparo ai torti di suo padre, costruendo il molo che ancora oggi porta il suo nome, e istituì la " fiera di San Matteo" o "di Settembre ".Seguirono lotte civili e guerre per la successione, che condussero Salerno in rovina che passò in proprietà da l'uno all'altro signore;gli ultimi "possessori" della città, i Sanseverino entrarono in contrasto con il governo spagnolo, determinando così la rovina dell'intero casato. Nel 1600 ci fu un periodo doloroso per Salerno: peste e terremoti portarono innumerevoli vittime.Nel 1799 la città aderì alla Repubblica Partenopea, mentre nel periodo napoleonico salirono al trono prima Giuseppe Bonaparte e poi Gioacchino Murat, che nel 1811 emanò il decreto di soppressione della Scuola Medica Salernitana.Dopo l'unità d'Italia continuò un lento sviluppo urbano che vide l’edificazione di grandi edifici pubblici e privati. La città continuò a svilupparsi fino alla seconda guerra mondiale, fu teatro dello sbarco degli alleati e durante il dopoguerra è riuscita a crescere. Nel periodo che seguì lo sbarco la città ospitò i primi governi dell'Italia post-fascista e la famiglia reale divenendo di fatto capitale d'Italia fino alla liberazione di Roma (metà agosto 1944).